Nothing is Impossible: credere che, una pietra dopo l'altra, si possa costruire qualsiasi muro, e si possano realizzare i propri desideri, i propri sogni. Specialmente quando accanto a te hai una persona che è capace, nella sua semplicità e con i suoi piccoli gesti quotidiani, di rendere il mondo a colori, di farti sentire una persona migliore.
Ed è a lei che dedico ogni singolo attimo della mia vita, del mio quotidiano, che provo a riportare sulle pagine di questo blog: articoli sullo scoutismo e sul volontariato - per lo più tarantino - in genere, articoli sul progetto Pane e PC (fondato sul trashware e che prevede il recupero ed il riuso di vecchi personal computer), le schifezze della mia Taranto e, perchè no, anche qualche "chicca" informatica, ovvero qualche guida nata da problemi che mi è toccato risolvere a lavoro o ad amici. Non mancano post sulla "mia Inter", la squadra - purtroppo - più pazza che c'è in circolazione :-)

C’era una volta un’isola

gennaio 22nd, 2006 | by crazyhorse | Trackback |
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C'era una volta un'isola sulla quale vivevano tutti i sentimenti.
La Gioia, La Vanità, la Conoscenza e tutti gli altri, incluso l'Amore.
Un giorno, fu annunciato che l'isola sarebbe stata presto sommersa, cosi tutti i sentimenti preparano le loro imbarcazioni e se ne andarono.
L'Amore fu l'unico che restò, perché voleva restare con l'isola fino a quando essa non sarebbe stata sommersa.
Quando l'Amore rischiò di restare sommerso anch'esso domandò aiuto.
La Ricchezza passò con un magnifico battello. L'Amore le domandò “Ricchezza, vuoi prendermi con te?”
La Ricchezza gli rispose “non posso, il mio battello è pieno d'oro e d'argento e non c'è più posto per te.”
Allora l'Amore domandò alla vanità che passava di là. “Vanità, per favore, aiutami!”
“Non posso aiutarti, Amore, sei tutto bagnato potresti rovinarmi il battello.” Gli rispose la Vanità.
La Tristezza era poco lontano, cosi l'Amore le domandò
” Tristezza, prendimi con te”
” Oh, Amore sono cosi triste che preferisco continuare da sola…”
La Gioia passava al seguito, ma era talmente contenta che non senti nemmeno… l'Amore chiamarla!
Improvvisamente una voce parlò:
” Vieni Amore, io ti prendo con me”.
Era un VECCHIO.
L'Amore era cosi contento che si dimenticò di chiedergli il suo nome!
Quando furono arrivati in un paese sulla terraferma il VECCHIO se ne andò proseguendo il suo cammino.
L'Amore domandò allora alla Conoscenza, un altro VECCHIO, qual' era il nome di colui che lo aveva aiutato .
Era il Tempo, rispose la Conoscenza.
” Il Tempo? Ma perché il Tempo mi ha aiutato?” domandò l'amore.
Non c'è che il Tempo che può comprendere quanto grande è l'Amore. “rispose la Conoscenza”.

Bisogna avere il tempo… per realizzare ciò che è il vero amore.

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