Internet Tax, è la fine del web in Italia?

Stamattina ho letto su Punto-Informatico una bomba, non una notizia. Il Governo vara la Internet Tax. Il che, tradotto, diventa qualsiasi attività web andrà regolata dal ROC (Registro degli Operatori di Comunicazioni). Essendo "qualsiasi" riferito a tutti i prodotti editoriali, è compreso qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso (art 2, comma 1); viceversa, non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico (art 2, comma 2).

In sostanza, anche i blog dei ragazzini di 13-14 anni andranno – se e quando questa proposta diverrà legge – andranno registrati e controllati dal ROC. Così come le associazioni no-profit (vedi Agesci, Zona Taranto), visto che per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrativa (art 5).

I motivi sembrano essere legati alla necessità, oltre che di intascare tasse tasse e tasse, di tutelare dalla diffamazione. Mi sento sempre più in Cina. E preso per il c*lo ancora una volta.

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0 risposte a “Internet Tax, è la fine del web in Italia?”

  1. Non c’è limite..il problema di fondo è che loro non sanno neanche di cosa parlano. Secondo voi conoscono web 2.0, blog, twitter, widget e compagnia bella?
    Campa cavallo, che l’erba cresce…

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