Quando l'arte è malvagità

Costarica, "Bienal Costaricense de Artes Visuales", ossia Biennale d'arte. Tale Guillermo Habacuc Vargas propone, tra le tante opere presenti, una che rimarrà alla storia e che definire raccapicciante è anche poco: un cane legato e lasciato a morire di fame, a simboleggiare l'indifferenza umana.

Io non ho veramente parole! Com'è possibile che possano succedere cose del genere? Com'è possibile che nessuno abbia mosso un dito, abbia fatto qualcosa per impedire tutto questo? Generalmente son restio a perdere il controllo in questa maniera, ma vorrei tanto vederlo legato ad un palo, a morire di fame, o preso a calci, ricoperto da un caricatone di mazzate…

Spero che vi ritroviate a leggere questo post, che lo diffondiate e che diffondiate anche questa petizione:  è per far si che questo "artista" non sia più invitato a mostre/biennali, anche se sarebbe meglio una petizione per rinchiuderlo in qualche centro di recupero.

[techtags: malvagità, arte, animali] 

0 risposte a “Quando l'arte è malvagità”

  1. Pare che fosse una bufala. In ogni caso, un gesto del genere rimane da condannare. I veri animali sono quelli che compiono queste malvagità!
    DS

  2. Ho letto anche io un articolo (questo) in cui si parlava di questa notizia come di una bufala.
    In realtà l’articolo è stato successivamente modificato (“L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale) con la seguente nota: Quest’indagine non afferma che la storia è una bufala. Leggete l’articolo fino in fondo prima di giudicare. Grazie.
    Condanno in ogni caso un gesto del genere, che anche se finto può portare a quella famosa “omologazione” che crea danni non minori.
    E sottoscrivo quanto scritto da Attivissimo: invece di “firmare” pigramente, andare a comperare una scatoletta di cibo per cani e portarla al rifugio per animali più vicino. Costa più fatica, ma è sicuramente un gesto più utile. E con lo stipendio di un commissario UE, o di un giornalista che ha riportato come assolutamente certa la notizia senza verificarla, chissà quante scatolette si potrebbero comperare.

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