Salari d'oro al Comune di Taranto…

In questo periodo sono abbastanza schifato di ciò che mi succede in giro..per la cronaca, questo articolo apparso oggi su Repubblica non migliora le cose.

Salari d'oro al Comune di Taranto
30 milioni in più per lavori extra
Il segreto dei super stipendi dei dipendenti: lavori a obiettivo
Poi hanno iniziato a indagare la guardia di finanza e la procura
di ANTONELLO CAPORALE

SIETE stanchi del vostro stipendio di fame? Volete finalmente far fruttare il diploma di ragioniere e divenire milionari? Se amate le città di mare, ci sono interessanti posizioni lavorative presso il comune di Taranto. Al municipio volano infatti buste paga da favola. Dal 2001 al 2005 i dipendenti si sono divisi quasi trenta milioni di euro, soldi fuori dalla tariffa base dei loro compensi. Salario “accessorio” e straordinario.

Non tutti sono stati baciati dalla fortuna: dei millecento dipendenti i più premiati, i meglio retribuiti sono stati gli impiegati dell'ufficio di ragioneria. Bravissimi ed iperattivi, sempre pronti, sicuri, documentati ed efficienti. Hanno lavorato tanto che il comune, pur avendo debiti per 148 milioni di euro, ha deciso di aumentare del 600 per cento il budget preventivato per retribuire le ore di ufficio in più.

Essendo veramente straordinari, le luci accese anche di notte, un panino per pranzo, i sabati e le domeniche immolate alla città, l'amministrazione ha voluto mostrare riconoscenza raddoppiando anche la voce del cosiddetto “salario accessorio”, elemento eventuale ed integrativo della busta paga. La voce regina del salario accessorio è il “progetto obiettivo”. Io ti do un obiettivo, e se lo raggiungi pago.

I ragionieri tarantini si sono messi al lavoro e ciascuno si è dato un obiettivo. In effetti, per fare presto e fare bene, si sono organizzati sempre in gruppo: ora cinque, ora dieci colleghi. Un esempio? Bisognava, era il 2002, sistemare tutte le fatture inoltrate dai fornitori dell'ente pubblico. Raccoglierle e numerarle. In dieci si sono dati l'obiettivo. Hanno prima titolato il progetto (”Raccolta e numerazione progressiva di tutte le fatture” – Prot. 1813 14/03/02), e si son detti: tu numeri da uno a cento, tu da centouno a duecento e così via. Raggiunto l'obiettivo, sono passati alla cassa: 26.500 euro. Nemmeno tremila euro ciascuno, una miseria. I comunali di Taranto hanno sempre tenuto alla produzione, e in questo quadriennio il loro lavoro è stato ritmato unicamente da un obiettivo.

Era come un incubo: ogni giorno che si entrava in municipio, dove per inciso non si può nemmeno timbrare il cartellino perché purtroppo i marcatempo non funzionano, l'uno chiedeva all'altro: tu in questa settimana che obiettivo hai? E l'altro: devo provvedere agli adempimenti per far aderire il comune al condono edilizio deciso dal governo Berlusconi. E infatti nel 2004 uno delle decine dei progetti obiettivo era appunto “Adesione al condono previsto dalla legge”. In quattro si son messi al lavoro e in un battibaleno hanno certificato l'adesione. L'amministrazione, ringraziando, ha staccato anche a loro un assegno suppletivo di ventunomila euro.

A Taranto si dice: Ci sparte ave 'a megghia parte (chi divide ha la parte migliore). E i dipendenti hanno sempre avuto questa impostazione comunitaria, l'esigenza di utilizzare le menti in modo collettivo. E infatti collettivamente hanno realizzato un progetto ambiziosissimo: inquadrare la città in aree omogenee e redigere i piani di zona di assistenza sociale, offrire uno strumento per aiutare i deboli. A progetto ultimato, hanno fatto due conti e sei impiegati hanno chiesto e ottenuto un premio di 377mila euro. Al dirigente-coordinatore solo novantanovemila euro.

Purtroppo la tranquillità dei dipendenti è stata messa a repentaglio dalle malelingue con il moto perpetuo del pettegolezzo. Anche il consiglio comunale è dovuto intervenire con una commissione d'inchiesta; la Guardia di Finanza s'è fatta curiosa e ha iniziato a spulciare le carte. I fascicoli sono poi stati trasferiti alla magistratura. Adesso in municipio manca la fiducia. I progetti rallentano, gli obiettivi si allontanano, la città invece di lavorare mormora: unge l'asse ca 'a rota gire (ungi l'asse che la ruota gira).

(24 febbraio 2006)

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