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	<title>Nothing is Impossible &#187; ENI</title>
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	<description>Il blog di Francesco &#34;CrazyHorse&#34; Settembre</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 20:25:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sulla Marcia di Altamarea (manifestazione a Taranto per l&#8217;ambiente), il racconto della giornalista Francesca Rana</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>crazyhorse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente a Taranto]]></category>
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		<description><![CDATA[Quello che segue &#232; il racconto di Francesca Rana, giornalista e radio speaker che ha saputo riassumere benissimo, secondo me, quanto avvenuto durante la manifestazione del 28 Novembre scorso per l&#39;ambiente, la famosa (solo a Taranto, visto che sui media nazionali siamo stati letteralmente CAGATI DI STRISCIO) AltaMarea: La Grande Marcia per l&#39;ambiente, il lavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che segue &egrave; il <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2Jsb2dzLm15c3BhY2UuY29tL2luZGV4LmNmbT9mdXNlYWN0aW9uPWJsb2cudmlldyZhbXA7ZnJpZW5kSWQ9MzMxMzUyODY3JmFtcDtibG9nSWQ9NTIwMjczMDQ0" target=\"_blank\">racconto</a> di <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5teXNwYWNlLmNvbS9mcmFuY2VzY2FfcmFuYQ==" target=\"_blank\">Francesca Rana</a></u>, giornalista e radio speaker che ha saputo riassumere benissimo, secondo me, quanto avvenuto durante la manifestazione del 28 Novembre scorso per l&#39;ambiente, la famosa (solo a Taranto, visto che sui media nazionali siamo stati letteralmente CAGATI DI STRISCIO) AltaMarea:</p>
<h3>La Grande Marcia per l&#39;ambiente, il lavoro, la dignit&agrave; (e la salute?)</h3>
<p>Fabio Matacchiera: &quot;<em>Il campionamento continuo &egrave; un sogno. L&#39;Arpa avvisa l&#39;Ilva prima di fare i controlli, il popolo sta morendo e deve poter esprimersi con il referendum sulla chiusura almeno dell&#39;area a caldo dell&#39;Ilva</em>&quot;.<br />
	Luigi Boccuni: &quot;<em>Non vogliamo chiudere l&#39;industria, vogliamo il rispetto della legge sulla diossina</em>&quot;.<br />
	Luigi Oliva: &quot;<em>I politici hanno molta fantasia, hanno votato una legge sulla diossina inutile</em>&quot;.</p>
<p>Sono una giornalista ma prima di tutto sono una persona. E l&rsquo;esperimento che voglio fare oggi &egrave; quello di trasferire su carta quello che ho sentito, ascoltato, visto durante la seconda Marcia per l&rsquo;Ambiente del raggruppamento di associazioni &ldquo;Altamarea&rdquo; di Taranto (<u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2dyb3Vwcy5nb29nbGUuaXQvZ3JvdXAvYWx0YW1hcmVhbmV3cz9wbGk9MQ==" target=\"_blank\">http://groups.google.it/group/altamareanews?pli=1</a></u>) snodatasi nel borgo della citt&agrave; della Magna Grecia e dell&rsquo;Industria Pesante in questo umido sabato di novembre.</p>
<p>Nessun appunto, solo la presenza in mezzo alla folla quando addosso ti restano le sensazioni ed i messaggi in grado di far riflettere e decidere se cambiare idea o potenziare la propria convinzione. Un racconto rivolto <em>a chi vorr&agrave; leggere</em>.</p>
<p>Sotto la lente di ingrandimento, c&rsquo;&egrave; la tensione sociale vissuta a Taranto, all&rsquo;ombra di una imponente zona industriale che ormai non va pi&ugrave; d&rsquo;accordo con parte dei suoi abitanti, che sul balcone trovano polvere nera e rossa, che a seconda del vento respirano polveri sottili e minerarie, che mangiano cibi esposti a queste polveri. E che, per&ograve;, nel risvolto della medaglia in quelle industrie ci lavorano e se devono scegliere tra povert&agrave; e rischio di malattia, scelgono di rischiare di ammalarsi sperando di poter mandare i propri figli via, un giorno.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" height="374" src="http://c4.ac-images.myspacecdn.com/images02/20/l_1aa26d9b3825478d8cf4774e82258a97.jpg" width="499" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 9px;">Foto scattata nel 2005 all&#39;alba quando iniziava la traversata Metaponto-San Vito di Fabio Matacchiera a nuoto.<br />
	</span></p>
<p>Le due facce del problema sono queste e sono il motivo delle resistenze culturali, delle fazioni, del dubbio su come venirne fuori: con un compromesso o con una svolta dal sapore di rivoluzione? La partecipazione dei tarantini &egrave; stata massiccia, forse superiore a quella del 2008, tuttavia in questi casi le cifre sono indicative, si sparano sempre con molta approssimazione. Se l&rsquo;anno scorso si disse che erano 20.000 a marciare forse stavolta erano almeno 5 o 10.000 in pi&ugrave;. Se invece erano pi&ugrave; probabilmente 10.000, magari ora sono 20.000. E chi lo sa!!!!</p>
<p>Senz&rsquo;altro erano in tanti, senz&rsquo;altro hanno riversato cori e slogan nel corteo che ha attraversato via Di Palma e Via D&rsquo;Aquino fino a Piazza Garibaldi. Senz&rsquo;altro era una marcia variopinta, multiforme, controversa che racchiudeva dentro di se tanti chiaro scuri, radicalismi e compromessi, la voglia di bonifica o la richiesta di eco-compatibilit&agrave; industriale. Insomma, chi la vuole cotta e la vuole cruda questa pietanza che &egrave; l&rsquo;ambiente. In entrambi i casi, si ritiene di aver ragione, di aver interpretato al meglio il cuore del problema compresso tra le esigenze del lavoro nell&rsquo;industria pesante e quelle della conversione e del sostegno all&rsquo;agricoltura ed agli allevamenti annientati come capro espiatorio della battaglia contro la diossina.</p>
<p>Era una marcia piena di partecipanti ma non partecipativa, perch&eacute; conteneva note intonate e stonate che rivendicavano la possibilit&agrave; di alzare la voce. Sar&agrave; questo il nocciolo della questione? I tarantini sono stanchi di essere storditi dal sistema e cercano di uscire dalle sabbie mobili. Hanno approfittato della possibilit&agrave; tanti giovani, sicuramente altrettanti precari che da questo Presente spalmato nell&rsquo;ultimo decennio stanno ricevendo l&rsquo;ingratitudine peggiore, le porte chiuse in faccia perch&eacute; non possano contare nella societ&agrave;, essere indipendenti e pronti a decidere del loro futuro, costantemente rifiutati dalla casta degli stabilizzati che non &egrave; disposta ad inserirli alla pari nel mondo del lavoro.</p>
<p>C&rsquo;erano tanti cori ma non c&rsquo;era un urlo corale e tra i tanti appelli non previsti dal direttivo, quello di Fabio Matacchiera ha rotto indubbiamente lo schema progettato, costringendo Altamarea a fare i conti con le diverse forme di ambientalismo, compresa quella pi&ugrave; temeraria e coraggiosa, che non ama ragionare in politichese, di chi da un ventennio lotta da solo e lo fa per la salute dell&rsquo;ambiente, prima di tutto. Questa irruzione ha fatto vacillare la serenit&agrave; del cerimoniale ed ha fatto conoscere a parte della piazza un altro aspetto della questione, se pure in maniera molto impetuosa, perfino fin troppo, tanto da compromettere la resa e l&rsquo;efficacia di quell&rsquo;attimo fuggente di impulso, su un palco che, pare, era stato negato dagli organizzatori.</p>
<p>Altamarea non &egrave; un&rsquo;associazione, &egrave; un insieme di sensibilit&agrave; spesso contradditorie e contrapposte e sta diventando sempre di pi&ugrave; un Vortice ricco di correnti che tenta di essere unito e non riesce fino in fondo in questa sfida: c&rsquo;&egrave; chi vuole dialogare con le dinamiche della politica, e chi di quelle dinamiche non si fida pi&ugrave;. Tutto questo pu&ograve; sembrare un valore aggiunto, qualcuno ha detto &ldquo;un vaccino&rdquo; contro la strumentalizzazione, oppure un monumento all&rsquo;incoerenza della piattaforma di Altamarea. Ogni opinione &egrave; lecita. In un caso, si riesce a dialogare con la politica partitica, in altri non si dialoga in assenza di fiducia. In altre parole, i primi si sentono cittadini attivi se possono sedersi al tavolo con politica e sindacati, i secondi non vogliono mischiarsi nelle logiche dell&rsquo;inciucio trasversale.</p>
<p>Nel 2008, si arriv&ograve; a quella marcia dopo una prima prova del 9 della marcia dei bambini contro l&rsquo;inquinamento guidati dal pediatra Giuseppe Merico, diventato tempo dopo il primario del reparto di pediatria dell&rsquo;ospedale Santissima Annunziata.</p>
<p>Alcuni programmi televisivi, le Iene, Malpelo, avevano scosso l&rsquo;opinione pubblica che verificava giorno dopo giorno di avere almeno un parente con una grave malattia, con il cancro, un problema cardiovascolare o respiratorio, una dermatite atopica.</p>
<p>La coscienza ambientale stava nascendo in chi non l&rsquo;aveva mai avuta mentre contemporaneamente la Grande Industria non sembrava pi&ugrave; garantire nemmeno i livelli occupazionali.</p>
<p>D&rsquo;altro canto si cominciava ad avvertire l&rsquo;esigenza di un risarcimento, quello impedito con il ritiro degli enti pubblici, Comune e Provincia, della costituzione di parte civile nel processo contro i parchi minerari dell&rsquo;Ilva ancora scoperti. La condanna arriv&ograve;, contro l&rsquo;Ilva, il pi&ugrave; grosso stabilmento, ragione alla base del dito indice puntato contro il Gruppo Riva, ma senza quella parte civile il risarcimento non c&rsquo;&egrave; stato.</p>
<p>La societ&agrave; ha iniziato a metabolizzare tutto questo mentre anche la dialettica politica, sindacale, industriale proseguiva nel suo percorso gi&agrave; tracciato senza cambiare la direzione avuta fino a quel momento.</p>
<p>Sia nel 2008, sia nel 2009, il 28 novembre scorso, Altamarea ha provato ad accettare le adesioni di tutti: sia i neo ambientalisti che sognano la conversione sia i sindacati che firmano patti di stabilit&agrave; sul modello di sviluppo con la Confindustria e che ad un incontro del Centro Studi di Confindustria all&rsquo;Hist&ograve; hanno concordato sull&rsquo;efficacia del modello di sviluppo deciso 50 anni fa e sull&rsquo;impossibilit&agrave; di credere ad un&rsquo;alternativa, roba da capipopolo.</p>
<p>La coscienza ambientale sta nascendo in tutti ed ognuno ritiene di poter raggiungere il miglioramento della qualit&agrave; della vita con un metodo diverso, marciando nello stesso corteo, percorrendo per&ograve; metaforicamente un altro itinerario.</p>
<p>Questo si percepiva prima e si &egrave; percepito durante, assistendo alla manifestazione finale di Altamarea, in piazza Garibaldi, nonostante parte del corteo non fosse ancora arrivata, perdendosi di fatto l&rsquo;opportunit&agrave; di interagire e sentire con le proprie orecchie.</p>
<p>Si sono alternate alcune voci di coordinatori del direttivo e tra di loro stessi non c&rsquo;era sintonia. Ad esempio qualcuno riteneva importante, come il portavoce Luigi Boccuni, aver spronato la promulgazione della legge regionale sull&rsquo;abbattimento dei livelli di diossina, qualcun altro invece diceva l&rsquo;esatto opposto, come Luigi Oliva, del Comitato per Taranto e cio&egrave; che quella legge era una prova di fantasia della stessa politica che aveva votato una normativa inutile, inattuata, che i politici in passerella chiudevano gli inceneritori per riaprili subito dopo. In mezzo, ci sono state l&rsquo;esibizione di Franco Cosa ed altri musicisti, le parole di chi ha perso parenti sul posto di lavoro, operai che chiedono l&rsquo;ambientalizzazione dell&rsquo;Industria.</p>
<p>Il corteo era lo specchio di questa difformit&agrave; di ragionamento. C&rsquo;era chi manifestava per la convivenza tra la citt&agrave; ed un&rsquo;industria pesante eco-compatibile se si rispetteranno alcune leggi, chi manifestava per l&rsquo;avvio di un dialogo complesso e lungimirante sulla conversione del comparto industriale e sulle bonifiche, e non ha parlato sul palco, chi marciava con candore semplicemente per poter respirare l&rsquo;aria pulita senza fumo salvo poi sorbirsi le sigarette di tanti, ambientalisti e non, lungo il corteo. Purtroppo, la coscienza ambientale non ammette eccezioni, il fumo di sigaretta uccide quanto l&rsquo;inquinamento e dispiace che molti non accettino questo parallelismo scientificamente provato e che non si impongano l&rsquo;astinenza in mezzo alla folla. C&rsquo;era, poi, chi manifestava per il referendum sulla chiusura dell&rsquo;area a caldo dell&rsquo;Ilva. Gente comune, cittadini, che sposavano una direzione e che senza mettersi d&rsquo;accordo con i promotori del referendum proponevano quella soluzione. Dunque, essi stessi erano un coro tra tanti, imprevisto, imprevedibile.</p>
<p>Allora, succedeva che, mentre l&rsquo;operaio parlava, qualcuno dalla piazza urlava di non volere pi&ugrave; l&rsquo;industria. O, mentre qualcuno dal palco invitava al compromesso e non chiedeva la chiusura dello stabilimento, dalla piazza si invocava con i megafoni il referendum.</p>
<p>Ogni sentimento era rappresentato in quella piazza ed il tentativo di oscurare ognuna di quelle voci senz&rsquo;altro non &egrave; condivisibile. Il direttivo di Altamarea ha scelto di marciare consapevole al 50% delle difformit&agrave; di pensiero, scopo e strategia di tanti, accettando di accostarsi ad alcuni e non accettando di accostarsi ad altri almeno riguardo alla scelta dei punti in piattaforma. Un discorso tutto sommato verticistico non speculare alle passioni civili incontrollabili della piazza.</p>
<p>Sarebbe uno sbaglio se ci fossero delle prepotenze dietro queste scelte. Perch&eacute; sono le facce della stessa coscienza ambientale ritrovata che non potr&agrave; ritornare indietro ed assumer&agrave; sembianze e pareri non ancora tutti espressi e chiariti.</p>
<p>I momenti pi&ugrave; intensi della manifestazione finale sono stati il monologo teatrale di Maria Elena Leone tratto da un testo di Giorgio Gaber <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5tc3BsaW5rcy5jb20vTURGb2RIUndPaTh2ZDNkM0xtZHBiM0puYVc5bllXSmxjaTV2Y21jdmRHVnpkR2t2ZG1Wa2FYUmxjM1J2TG5Cb2NEOWpiMlJVWlhOMGJ6MHlOemM9" target=\"_blank\">Mi fa male il mondo</a></u> che metteva in luce la crisi etica della politica, e l&rsquo;intervento di Luigi Oliva del Comitato per Taranto (<u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2NvbWl0YXRvcGVydGFyYW50by5ibG9nc3BvdC5jb20v" target=\"_blank\">http://comitatopertaranto.blogspot.com/</a></u>) che dava voce a chi ha parecchi dubbi sulla trasparenza della classe dirigente e che diceva comunque &ldquo;non vogliamo n&eacute; eroi n&eacute; complici&rdquo;.</p>
<p>Fuori dagli interventi di rito, per&ograve;, qualcosa, vi raccontavo qualche riga fa, ha scosso la liturgia messa a punto: un uomo con un megafono, ha iniziato ad urlare, vicino a chi aveva confezionato striscioni ed una bara molto simbolica con sopra scritto un appello alla convocazione del referendum sulla chiusura dell&rsquo;area a caldo, almeno, dell&rsquo;Ilva, il pi&ugrave; grosso tra gli insediamenti di industria pesante, sul quale pesa una sentenza di condanna per la mancata copertura dei parchi minerari.</p>
<p>La piazza, in quell&rsquo;istante, non ha capito. Avr&agrave; pensato: &ldquo;Sar&agrave; forse un esaltato&rdquo;? Un pazzo? E perch&eacute; il direttivo di Altamarea, gli esponenti di Legambiente lo attaccano dal palco, non vogliono farlo parlare mentre contemporaneamente altri gli dicono &ldquo;Parla, parla&rdquo;!?</p>
<p>In questo frangente critico, il presentatore Mauro Pulpito ha compreso. Lo ha riconosciuto ed ha afferrato che non era stato inserito nella scaletta degli interventi: Era Fabio Matacchiera, storico ambientalista di Caretta Caretta, pioniere delle crociate ambientali a Taranto degli anni &rsquo;80, colui che si batteva da solo contro l&rsquo;inquinamento quando il livello di consapevolezza della citt&agrave; della correlazione tra inquinamento e malattie era ancora troppo basso. Lui si batteva solitario (come Aiutiamo Ippocrate e molti anni dopo Peacelink) insieme ai suoi attivisti, documentando l&rsquo;attivit&agrave; della Grande Industria e sollecitando dubbi sugli inquinanti, presenti gi&agrave; all&rsquo;epoca, nell&rsquo;aria, nella terra, e nel mare laddove vorrebbero fare i dragaggi, che porterebbero qui altre grosse navi, nonostante il lavoro per i tarantini del posto sia scarso. Lui ha rischiato la sua incolumit&agrave;, si &egrave; immerso in acque torbide per filmare i fanghi tossici, ovvero il modo in cui il mare lanciava lamenti di sofferenza prima che gli esseri umani si risvegliassero e cominciassero a chiedersi se tra quei fanghi e le emissioni ci fossero degli inquietanti nessi. All&rsquo;epoca, Fabio Matacchiera era solo insieme ai suoi amici. E, chi oggi marcia, non conosce la sua storia perch&eacute; a quei tempi non aveva quella coscienza, n&eacute; c&rsquo;erano molte occasioni di sapere delle sue indagini e dei suoi blitz degni di Greenpeace, secretati. E, quindi, non sa che il palazzo della coscienza civica &egrave; stato costruito anche con le fondamenta del suo impegno e su quello, inconsapevole, &egrave; cresciuto fino ad arrivare al passato recente.</p>
<p>Oggi, non sapendo, la gente non riesce a confrontarsi con la sua esperienza, non sa come reagire all&rsquo;impeto di chi per 20 anni ha parlato al muro ed ha cercato per tanto tempo quasi invano chi accettasse di esaminare i fanghi che aveva raccolto, terminando il suo sfogo con una reazione emotiva e sentita. Eppure, parecchi hanno applaudito.</p>
<p>Spesso, succede che quando la moltitudine si sveglia grazie all&rsquo;eco del campanello d&rsquo;allarme di qualcuno, lanciato molto tempo prima, non sia in grado di sapere quale sia la fonte di quel campanello, riuscendo solo ad avvertire l&rsquo;impatto dell&rsquo;ultima onda sonora, il tonfo dell&rsquo;ultimo tassello del domino, e non il primo calcio all&rsquo;indifferenza.</p>
<p>Si chiedeva, dal palco, il &ldquo;Rispetto per i Tarantini&rdquo;. Beh, Fabio Matacchiera &egrave; il testimone di anni ed anni vissuti senza avere quel rispetto ed &egrave; singolare che oggi non si sia capito quanto poteva essere importante condividere le sue conoscenze e raccontare la sua storia personale &ndash; magari nella scaletta di quella manifestazione &ndash; che lo ha spinto perfino quest&rsquo;anno a divulgare il dossier sulle verit&agrave; nascoste dove metteva insieme ancora una volta i dati degli anni precedenti.</p>
<p>Non riuscendo nell&rsquo;impeto della situazione a lanciare i giusti messaggi, successivamente alla stampa Fabio Matacchiera dichiarava in diretta su Studio 100: &ldquo;Il campionamento continuo non &egrave; iniziato, l&rsquo;Arpa, secondo il protocollo, avvisa l&rsquo;Ilva prima di fare i controlli&rdquo;.</p>
<p>Forse, se la sua storia fosse stata raccontata tra le testimonianze dell&rsquo;ambientalismo e delle battaglie per la sicurezza sui posti di lavoro, la piazza avrebbe capito un po&rsquo; meglio chi era chi urlava &ldquo;l&rsquo;Ambiente &egrave; di tutti, non &egrave; di Altamarea&rdquo;.</p>
<p>Tutto questo cosa significa? Che la piazza stava iniziando a manifestare contro se stessa, contro il suo obiettivo, forse perch&eacute; un obiettivo unitario non c&rsquo;era nemmeno prima. Forse perch&eacute; si arriva ad oltre 20.000 unendo chi vuole l&rsquo;industria, il lavoro e l&rsquo;ambientalizzazione, e chi vuole il risarcimento ed una conversione. Mi chiedo se si possa marciare insieme. Se uno vuole, si pu&ograve; fare, il risultato per&ograve; &egrave; l&rsquo;equivoco. Ed, allora, alcuni esponenti politici magari rasserenati dal tenore di alcuni interventi e spinti a rilasciare dichiarazioni anche alle tv, disapprovavano invece ad esempio le parole di Matacchiera, Oliva o il monologo dell&rsquo;attrice. Accadeva perch&eacute; dallo stesso palco non si andava verso la stessa direzione? In alcuni casi condivisa dalla partitocrazia, in altri no? Al di la di chi ha rilasciato raffiche dichiarazioni alle tv, tra i pi&ugrave; contrariati dalle parole pronunciate contro l&rsquo;etica della politica, c&rsquo;era Michele Pelillo, assessore regionale, rimasto sotto il palco, che esprimeva il suo dissenso, nel dietro le quinte, mentre l&rsquo;attrice circondata dal suo gruppo teatrale di sostegno, difendendo la sua scelta di teatro civile lo accusava di anti-democraticit&agrave;.</p>
<p>I focolai di discussione crescevano agli angoli della piazza tra direttivo e amici del direttivo e tra le tante parole, Paola D&rsquo;Andria, presidente dell&rsquo;Ail di Taranto, tuonava &ldquo;La politica di oggi ancora non si merita di essere considerata una buona politica&rdquo;.</p>
<p>I toni si erano inaspriti. E la piazza continuava a manifestare contro se stessa, ormai a riflettori spenti, mentre numerosi blogger amatoriali riprendevano ogni cosa, senza escludere nemmeno i commenti sulla trasmissione in diretta su BS la sera prima, Polifemo, quando nella contesa politica venuta fuori, Michele Pelillo avrebbe accusato Pietro Franzoso di non poter parlare di ambiente perch&eacute; aveva interessi nelle ditte appaltatrici dell&rsquo;indotto.</p>
<p>La perplessit&agrave; sul cammino intrapreso si insinua nel pensiero.</p>
<p>I tempi potrebbero essere maturi per costringersi a fare scelte chiare e spiegare davvero a chi aderisce ad Altamarea, qual &egrave; la meta, qualunque essa sia.</p>
<p>Affinch&eacute; sia una sola, nel bene o nel male. E che alla quantit&agrave; dell&rsquo;affluenza si preferisca la qualit&agrave; ed omogeneit&agrave; dell&rsquo;adesione. In modo da consentire a questa coscienza ambientale di esprimersi con coerenza e non con confusione come &egrave; capitato il 28 novembre 2009.</p>
<p>Questo &egrave; solo un racconto, il mio. Per&ograve; &egrave; anche la mia opinione. Io penso che Taranto sia una citt&agrave; inquinata ed ammalata, dentro, nell&rsquo;inconscio, e che sia d&rsquo;altro canto povera e bisognosa di lavorare. Sogno dunque una societ&agrave; in grado di tracciare un percorso di progettazione dello sviluppo futuro in chiave alternativa nel quale impiegare chiunque stia temendo per il suo lavoro. Una citt&agrave; che non usi la prepotenza palese o occulta e markettara per impedire la libert&agrave; di espressione e che possa confrontarsi con l&rsquo;aiuto della ricerca, serenamente, su uno dei futuri possibili. Volti a ritrovare le vocazioni seppellite nell&rsquo;oblio dei ricordi di una terra dell&rsquo;archeologia e dell&rsquo;enogastronomia, del teatro e della musica, del turismo e della cultura, delle tradizioni e dei riti quando quelle ciminiere di tutti i siti dell&rsquo;Industria Pesante non esistevano.</p>
<p>Un&rsquo;indagine del Cnr di Pisa, sulla quale scrissi nel 2006, li considerava gi&agrave; fattori di rischio collegati all&rsquo;aumento di mortalit&agrave; per determinate patologie: &ldquo;I fattori di rischio ambientali presenti sono riconducibili alla presenza di un&rsquo;acciaieria a ciclo integrale tra le pi&ugrave; grandi d&rsquo;Europa, una raffineria petrolchimica di grandi dimensioni, un cementificio di importanza nazionale, due centrali termoelettriche ed ai rispettivi consistenti flussi di merci e materie prime. Accanto a questi grandi impianti sono presenti stabilimenti di manufatti di gomma e di materie plastiche, stabilimenti chimici che producono smalti sintetici, vernici e colle, stabilimenti che trattano e producono derivati del petrolio e del carbone, altri di metallurgia di seconda lavorazione, di costruzione e lavorazione di parti meccaniche, di elettrotecnica ed elettronica&rdquo;. Ed ancora dissero i ricercatori in quel 14 dicembre del 2006: &ldquo;Il responso &egrave; negativo: di tumore e patologie associabili alle esperienze lavorative si muore sempre di pi&ugrave;. Particolarmente preoccupante &egrave; l&rsquo;incidenza dei tumori al polmone, alla pleura, alla vescica. Altre patologie, ad esempio le malattie dell&rsquo;apparato respiratorio e la polmonite, associabili sia all&rsquo;abitudine al fumo sia ai livelli elevati di inquinamento atmosferico, nel passato erano meno nocive. La prevenzione diventa, quindi, urgente&rdquo;.</p>
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<p>
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</p>
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		<title>Il 28 Novembre si avvicina&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:45:16 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;e sar&agrave; il giorno della seconda Alta Marea, dopo quella dello scorso anno, ad un anno esatto di distanza&#8230;era il 29 Novembre 2008 (<a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbXBvc3NpYmlsZS5pbmZvL21hbmlmZXN0YXppb25lLTI5LW5vdmVtYnJlLTIwMDgtY29udHJvLWxpbnF1aW5hbWVudG8tYS10YXJhbnRvLWktdmlkZW8tZGEteW91dHViZS8=" target=\"_blank\">link1</a> &#8211; <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbXBvc3NpYmlsZS5pbmZvL21hbmlmZXN0YXppb25lLTI5LW5vdmVtYnJlLTIwMDgtY29udHJvLWxpbnF1aW5hbWVudG8tYS10YXJhbnRvLWktdmlkZW8tZGEteW91dHViZS8=" target=\"_blank\">link2</a>). Quest&#39;anno ci si arriva forse con pi&ugrave; consapevolezza, dopo un anno di battaglie, di corsi e ricorsi che, francamente, avremmo potuto tranquillamente evitare se qualcuno avesse usato un po&#39; di buon senso ma soprattutto avesse fatto le cose come la legge comanda&#8230;</p>
<p>Per darvene prova, provo a riassumere quanto successo nelle ultime due settimane. Innanzitutto, sono state pubblicate le locandine (manifesti) per la manifestazione, pronte per essere stampate, affisse, condivise su Facebook e quant&#39;altro:</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="" height="604" src="http://www.impossibile.info/wp-content/uploads/Manifesto_Manifestazione_AltaMarea_28112009.jpg" width="427" /></p>
<p style="text-align: center;">
	<img alt="" height="604" src="http://www.impossibile.info/wp-content/uploads/Manifesto2_Manifestazione_AltaMarea_28112009.jpg" width="427" /></p>
<p>Ma veniamo ad una sorta di riepilogo di quanto accaduto, le fonti delle informazioni sono tante (decisamente <u>troppe</u>, per i miei gusti, visto che c&#39;&egrave; una ridondanza incredibile di notizie) e si finisce <u>per non capire pi&ugrave; nulla</u>. La scintilla che ha provocato diverse azioni e reazioni scocca il 7 Novembre: alcuni operai scrivono una lettera al TarantoSera, e si dichiarano <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbXBvc3NpYmlsZS5pbmZvL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy9UYXJhbnRvU2VyYS0wNzExMjAwOS1HbGlPcGVyYWlQcm9udGlBbGxhUHJvdGVzdGEucGRm" target=\"_blank\">pronti alla protesta</a></u>, pronti all&#39;occupazione dell&#39;intera citt&agrave; se il referendum dovesse essere approvato (e qui mi vien da chiedere: <em>ma le <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3JlZmVyZW5kdW1pbHZhLndvcmRwcmVzcy5jb20vMjAwOS8xMC8yOS9pLWNpdHRhZGluaS1kaS10YXJhbnRvLWhhbm5vLWF2dXRvLWlsLWRpcml0dG8tZGktc2NlZ2xpZXJlLXN1bC1sb3JvLWZ1dHVyby8=" target=\"_blank\">domande del referendum</a></u> le avete almeno lette</em>?). Neanche a farlo apposta (qualcuno diceva che a pensare male si fa peccato, ma a volte ci s&#39;azzecca!), e tre giorni dopo, il 10 Novembre, arriva la <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2h0dHA6Ly93d3cuaW1wb3NzaWJpbGUuaW5mby93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvQ29ycmllcmVEZWxNZXp6b2dpb3Juby0xMDExMjAwOS1DYXNzYUludGVncmF6aW9uZTYwMDBMYXZvcmF0b3JpLnBkZg==">notizia ufficiale</a></u> dai dirigenti ILVA: 6000 dipendenti andranno in cassa integrazione a partire dal prossimo 7 Dicembre&#8230;il caso, eh?</p>
<p>Andiamo avanti: &egrave; del 12 Novembre la notizia che riporta un&#39;intervista rilasciata dal Governatore Regionale Nichi Vendola, secondo il quale&nbsp;<u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy50YXJhbnRvc2VyYS5jb20vaW5kZXgucGhwL2dpb3Juby1lLW5vdHRlLzMzOS12ZW5kb2xhLW5vLWFsLXJlZmVyZW5kdW0tbGUtbGEtcmlzcG9zdGEtc2JhZ2xpYXRhcg==" target=\"_blank\">il referendum &egrave; la risposta sbagliata</a></u>, parole che fanno eco a quelle di Michele Losappio, Assessore regionale al Lavoro , secondo cui <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy50YXJhbnRvc2VyYS5jb20vaW5kZXgucGhwL2dpb3Juby1lLW5vdHRlLzMxMS1saWwtcmVmZXJlbmR1bS1ub24tcmlzb2x2ZS1pbC1wcm9ibGVtYXI=" target=\"_blank\">il referendum non risolve il problema</a></u>. Sempre il 12 Novembre il Comune di Taranto ne fa un&#39;altra: deliberando una modifica del regolamento comunale che prevede la non possibile concomitanza dei referendum con elezioni amministrative, politiche, circoscrizionali e, grazie alla suddetta modifica, anche quelle regionali, si ottiene come risultato il rinvio del referendum (approfondimenti: articolo Gazzetta del Mezzogiorno, <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbXBvc3NpYmlsZS5pbmZvL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy9UYXJhbnRvT2dnaS0xNDExMjAwOS1JbENvbXVuZURyaWJibGFJbFJlZmVyZW5kdW0ucGRm">Taranto Oggi</a></u> e <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbXBvc3NpYmlsZS5pbmZvL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy9EZWxmaW5pRXJyYW50aS0xNDExMjAwOS1SYXNzZWduYVN0YW1wYUNvbXVuZUVSZWZlcmVuZHVtLnBkZg==">rassegna stampa dei Delfini Erranti</a></u>).</p>
<p>Le reazioni non si fanno attendere: se il 13 Novembre l&#39;ambientalista Fabio Matacchiera <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2h0dHA6Ly93d3cuaW1wb3NzaWJpbGUuaW5mby93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvRmFiaW9NYXRhY2NoaWVyYS0xMzExMjAwOS1Db211bmljYXRvU3RhbXBhUmludmlvUmVmZXJlbmR1bS5wZGY=" target=\"_blank\">definisce in un comunicato stampa</a> &quot;gravissimo ed anticostituzionale scoraggiare il voto referendario&quot;, risalgono al 15 Novembre le <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbXBvc3NpYmlsZS5pbmZvL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy9HYXp6ZXR0YURlbE1lenpvZ2lvcm5vLTE1MTEyMDA5LU5pY29sYVJ1c3NvR29scGVEZWxDb211bmUucGRm" target=\"_blank\">dichiarazioni di Nicola Russo</a></u>, leader dei referendari, che minaccia (minaccia poi mantenuta il giorno successivo) l&#39;ennesimo ricorso al Tar di Lecce perch&egrave; sia la magistratura amministrativa a decidere la data del referendum, aggiungendo anche l&#39;esposto alla procura della Repubblica visto che dopo due anni ancora il referendum non &egrave; stato indetto.</p>
<p>Intanto, come giustamente ha scritto qualcuno, si scopre che la gi&agrave; citata modifica al regolamento comunale non &egrave; valida, in quanto non era stato raggiunto il numero legale per deliberare, e questa si va a sommare alle tante figuracce collezionate dai politici locali (di destra e sinistra che siano, sia chiaro!). Lo stesso Consiglio Comunale si &egrave; aggiornato a Venerd&igrave; 20 Novembre, dalle 9.00 alle 12.00 per ri-deliberare&#8230;e gli attivisti di Taranto si sono gi&agrave; organizzati per essere presenti, mentre alle 10.00 dello stesso giorno, presso il Salone degli specchi a Palazzo di Citt&agrave;, AltaMarea terr&agrave; la conferenza stampa di presentazione della Manifestazione ormai prossima. E, per fortuna, si scopre anche che esistono ancora gli operai di una volta, quelli che <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbXBvc3NpYmlsZS5pbmZvL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy9Db21pdGF0b1BlclRhcmFudG8tMTYxMTIwMDktTGV0dGVyYURlZ2xpT3BlcmFpRGlVbmFWb2x0YS5wZGY=">hanno scritto</a></u> al <u><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2NvbWl0YXRvcGVydGFyYW50by5ibG9nc3BvdC5jb20v" target=\"_blank\">Comitato per Taranto</a></u> dissociandosi dai colleghi autori della missiva del 7 Novembre e schierandosi dalla parte di chi lotta contro l&#39;inquinamento con un solo obiettivo: <span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; font-size: 13px; color: rgb(51, 51, 51);"><em>liberare Taranto da questa morsa che la rende la citt&agrave; pi&ugrave; inquinata e dissestata d&rsquo;Italia e forse d&rsquo;Europa</em> (cit.).<br />
	</span></p>
<p>Spero sia tutto un po&#39; pi&ugrave; chiaro, a parere mio si sta facendo un po&#39; <em>troppa confusione</em>, disperdendo idee ed energie&#8230;ci vediamo il 28? <img src='http://www.impossibile.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>
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		<title>Confindustria: &#8220;Non è con la chiusura delle industrie che si risolve il problema dell’inquinamento&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 15:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>crazyhorse</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Date un&#8217;occhiata a questo articolo del Corriere del Giorno di Sabato 10 Ottobre, riportato dal blog &#34;Riconvertire l&#8217;ILVA &#8211; Questo &#232; il futuro di Taranto&#34;. Secondo quanto riportato, Confindustria non gradisce quanto successo lo scorso 6 Ottobre durante la conferenza stampa in Municipio con rappresentanti ENI (click 1 &#8211; click 2), bollando tutto ci&#242; come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Date un&#8217;occhiata a <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbXBvc3NpYmlsZS5pbmZvL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy9jb25maW5kdXN0cmlhLWxhLWNoaXVzdXJhLW5vbi1yaXNvbHZlLWlsLXByb2JsZW1hLnBkZg==" target=\"_blank\"><u>questo articolo</u></a> del <em>Corriere del Giorno</em> di Sabato 10 Ottobre, <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3JlZmVyZW5kdW1pbHZhLndvcmRwcmVzcy5jb20vMjAwOS8xMC8xMS9jb25maW5kdXN0cmlhLw==" target=\"_blank\"><u>riportato</u></a> dal blog &quot;<a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3JlZmVyZW5kdW1pbHZhLndvcmRwcmVzcy5jb20v" target=\"_blank\"><u>Riconvertire l&#8217;ILVA &#8211; Questo &egrave; il futuro di Taranto</u></a>&quot;. Secondo quanto riportato, Confindustria non gradisce quanto successo lo scorso 6 Ottobre durante la conferenza stampa in Municipio con rappresentanti ENI (click 1 &#8211; click 2), bollando tutto ci&ograve; come irresponsabile.</p>
<p>Al suddetto articolo si contrappone <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3JlZmVyZW5kdW1pbHZhLndvcmRwcmVzcy5jb20vMjAwOS8xMC8xMS9nZW5vdmEtMjAwNC8=" target=\"_blank\"><u>quest&#8217;altro articolo</u></a> del Corriere della Sera (<a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbXBvc3NpYmlsZS5pbmZvL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy9nZW5vdmEtbC1pbHZhLW5vbi1yaWFwcmEtaW50ZXNhLWNvbi1pbC1nb3Zlcm5vLTgtbHVnbGlvLTIwMDQucGRm" target=\"_blank\"><u>link al pdf</u></a>), datato 8 Luglio 2004 e che racconta dello sciopero di un migliaio di operai che chiedevano &#8211; all&#8217;epoca &#8211; la riconversione degli impianti (qui non ricordo di aver mai visto una cosa simile), che riporta la parola &laquo;<span style="color: rgb(255, 0, 0);"><em>rottamazione</em></span>&raquo; da parte dell&#8217;allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e, addirittura, la seguente dichiarazione del Presidente della Regione Liguria Sandro Biasotti: &laquo;<span style="color: rgb(255, 0, 0);"><em>La chiusura non pu&ograve; che essere contestuale con un provvedimento del governo che assicuri la salvaguardia contrattuale e salariale di tutti i lavoratori dello stabilimento. Cosa, peraltro, gi&agrave; stabilita e tracciata nelle sue linee guida con l&#8217; accordo di febbraio, con il quale si &egrave; deciso di chiudere le acciaierie di Cornigliano. Si tratterebbe tutt&#8217; al pi&ugrave; di anticipare di qualche mese le soluzioni occupazionali</em></span>&raquo;.</p>
<p>Vi invito caldamente a leggere l&#8217;articolo e farvi un&#8217;idea&#8230;sinceramente, se questa non si chiama <span style="font-size: large;">&laquo;<span style="color: rgb(0, 0, 255);">due pesi e due misure</span>&raquo;</span> allora cos&#8217;&egrave;? E intanto si continuano ad ascoltare notizie come questa (<a target=\"_blank\" href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy55b3V0dWJlLmNvbS93YXRjaD92PW5Zd0NoYmg4clBz"><u>link al video</u></a>, purtroppo i post sono importati automaticamente su Facebook escludendo i video, d&#8217;ora in poi inserir&ograve; anche il link):</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="344"><param value="http://www.youtube.com/v/nYwChbh8rPs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" name="movie" /><param value="true" name="allowFullScreen" /><param value="always" name="allowscriptaccess" /><embed width="425" height="344" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/nYwChbh8rPs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"></embed></object></p>
<p>&#8230;e, soprattutto, si continua ad avere i prosciutti sugli occhi anche davanti a video come questo (<a target=\"_blank\" href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy55b3V0dWJlLmNvbS93YXRjaD92PTdFLXdZM3N2UWpB"><u>link</u></a>):</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7E-wY3svQjA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/7E-wY3svQjA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>
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</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>6 Ottobre 2009, conferenza in Municipio con rappresentanti dell&#8217;ENI: i cittadini si ribellano!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 19:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>crazyhorse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente a Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Dal quarto mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Tarantinità]]></category>
		<category><![CDATA[ENI]]></category>
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		<description><![CDATA[Un sentito ringraziamento a Filonide, come sempre puntualissimo nel registrare e fornirci queste &#34;chicche&#34;. Come dicono nel video, questa citt&#224; ha gi&#224; dato, abbiamo gi&#224; pagato con la vita dei parenti che sono morti, &#232; finito il tempo che ci intossicate e ci ammazzate, la gente ora conosce, legge, si informa&#8230; E&#8217; ora di finirla! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sentito ringraziamento a Filonide, come sempre puntualissimo nel registrare e fornirci queste &quot;<em>chicche</em>&quot;. Come dicono nel video, <em>questa citt&agrave; ha gi&agrave; dato, abbiamo gi&agrave; pagato con la vita dei parenti che sono morti, &egrave; finito il tempo che ci intossicate e ci ammazzate, la gente ora conosce, legge, si informa</em>&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: rgb(255, 0, 0);"><span style="font-size: xx-large;"><strong>E&#8217; ora di finirla</strong>!</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><object width="400" height="224"><param value="true" name="allowfullscreen" /><param value="always" name="allowscriptaccess" /><param value="http://www.facebook.com/v/1216326137540" name="movie" /><embed width="400" height="224" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.facebook.com/v/1216326137540"></embed></object></p>
<p>
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		<title>La devastazione continua: via libera alle trivelle Eni per la ricerca di petrolio nei fondali del mare di Taranto</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 15:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>crazyhorse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa & Web]]></category>
		<category><![CDATA[ENI]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, non so davvero cosa possa mancare all&#8217;appello: il Ministero dei Beni Culturali ha dato parere favorevole per la trivellazione dei fondali del mare di Taranto da parte dell&#8217;ENI (link alla notizia), che potr&#224; quindi cominciare le sue ricerche di petrolio anche qui. Il tutto a 5 condizioni, le riporto pari pari dalla notizia: Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, non so davvero cosa possa mancare all&#8217;appello: il Ministero dei Beni Culturali ha dato parere favorevole per la trivellazione dei fondali del mare di Taranto da parte dell&#8217;ENI (<a target=\"_blank\" href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2NvcnJpZXJlZGVsbWV6em9naW9ybm8uY29ycmllcmUuaXQvbGVjY2Uvbm90aXppZS9jcm9uYWNhLzIwMDkvMjktc2V0dGVtYnJlLTIwMDkvcGV0cm9saW8tYy12aWEtbGliZXJhLXRyaXZlbGxlZW5pLWZvbmRhbGktbWFyZS10YXJhbnRvLS0xNjAxODIwMDIzNDM2LnNodG1s"><u>link alla notizia</u></a>), che potr&agrave; quindi cominciare le sue ricerche di petrolio anche qui. Il tutto a 5 condizioni, le riporto pari pari dalla notizia:</p>
<ol>
<li>Se durante le ricerche si ritrovano relitti di rilevanza archeologica bisogna sospendere tutto e dare comunicazione alla Soprintendenza;</li>
<li>Eni dovr&agrave; dare preventiva e anticipata comunicazione alla Soprintendenza della data d&rsquo;inizio delle ricerche;</li>
<li>Le opere per il pozzo esplorativo comprensive delle prospezioni archeologiche dovranno essere autorizzate dalla Direzione generale per la qualit&agrave; e la tutela del paesaggio dopo aver sentito le Soprintendenze;</li>
<li>Poich&egrave; l&#8217;area dei sondaggi &egrave; &laquo;di particolare valenza culturale e la citt&agrave; di Taranto &egrave; altamente simbolica&raquo; il ministero &laquo;raccomanda il rispetto delle misure di prevenzione e mitigazione indicate negli standard di buona pratica che sono: osservatori a bordo per individuare eventuali cetacei che potrebbero soffrire dall&rsquo;uso degli strumenti, uso progressivo e graduale delle onde sismiche a bassa intensit&agrave;, sospensione degli spari in caso di presenza di cetacei, in caso di avvistamento riprendere i lavori trenta minuti dopo l&rsquo;avvistamento, minimizzazione della propagazione delle onde acustiche, prospezioni da condurre, per cortesia, senza interferire con i periodi di riproduzione dei mammiferi marini;</li>
<li>Tutti i costi sono a carico dell&rsquo;Eni.</li>
</ol>
<p><span style="color: rgb(255, 0, 0);"><span style="font-size: medium;">Continuiamo a devastare il territorio, che prima o poi l&#8217;unica soluzione sar&agrave; veramente eliminare dalle cartine geografice questa citt&agrave;&#8230;una bomba, un missile&#8230;e passa la paura!!!</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large;"><span style="color: rgb(0, 0, 255);">CHE SCHIFO!!!</span></span></p>
<p style="text-align: left;">
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]<!--/TechTags-->
</p>
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		</item>
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		<title>VIA (libera) alla Centrale Termoelettrica ENI di Taranto: il riassunto della situazione</title>
		<link>http://www.impossibile.info/via-libera-alla-centrale-termoelettrica-eni-di-taranto-il-riassunto-della-situazione/</link>
		<comments>http://www.impossibile.info/via-libera-alla-centrale-termoelettrica-eni-di-taranto-il-riassunto-della-situazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 08:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>crazyhorse</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente a Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Dal quarto mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefania Prestigiacomo]]></category>
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		<category><![CDATA[VIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo non &#232; scelto a caso. &#34;VIA&#34; sta per &#34;Valutazione d&#8217;Impatto Ambientale&#34;, ossia &#34;uno strumento di supporto per l&#8217;autorit&#224; decisionale finalizzato a individuare, descrivere e valutare gli effetti dell&#8217;attuazione o meno di un determinato progetto. Consiste in una procedura di tipo tecnico &#8211; amministrativo, svolta dalla pubblica amministrazione, basandosi sia su informazioni fornite dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo non &egrave; scelto a caso. &quot;VIA&quot; sta per &quot;Valutazione d&#8217;Impatto Ambientale&quot;, ossia &quot;<em>uno strumento di supporto per l&#8217;autorit&agrave; decisionale finalizzato a individuare, descrivere e valutare gli effetti dell&#8217;attuazione o meno di un determinato progetto. Consiste in una procedura di tipo tecnico &#8211; amministrativo, svolta dalla pubblica amministrazione, basandosi sia su informazioni fornite dal proponente un determinato progetto, sia sulla consulenza data da altre strutture della pubblica amministrazione, nonch&eacute; dalla partecipazione di gruppi sociali appartenenti alla comunit&agrave;. In questo contesto con &quot;impatto ambientale&quot; si intende l&#8217;insieme degli effetti causati da un evento, un&#8217;azione o un comportamento sull&#8217;ambiente nel suo complesso (non necessariamente ambiente naturale). L&#8217;impatto ambientale &#8211; da non confondere quindi con </em><a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9JbnF1aW5hbWVudG8=" title=\"Inquinamento\"><em>inquinamento</em></a><em> o degrado &#8211; mostra quali effetti pu&ograve; produrre una modifica, non necessariamente negativa, all&#8217;ambiente circostante inteso in senso lato (sociale, economico ecc.). Si cerca cio&egrave; di prevedere quali saranno i costi ed i benefici nel caso in cui si verifichino delle modifiche di uno stato di fatto.</em>&quot; (<a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9WYWx1dGF6aW9uZV9kaV9pbXBhdHRvX2FtYmllbnRhbGU=" target=\"_blank\"><u>Wikipedia</u></a>).</p>
<p>Perch&egrave; tutta questa premessa? Lo scorso 14 Settembre 2009 il <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9NaW5pc3Rlcm9fZGVsbCUyN0FtYmllbnRlX2VfZGVsbGFfVHV0ZWxhX2RlbF9UZXJyaXRvcmlvX2VfZGVsX01hcmU=" target=\"_blank\"><u>Ministro dell&#8217;Ambiente</u></a> <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9TdGVmYW5pYV9QcmVzdGlnaWFjb21v" target=\"_blank\"><u>Stefania Prestigiacomo</u></a> <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2ZpbmFuemEucmVwdWJibGljYS5pdC9OZXdzX0RldHRhZ2xpby5hc3B4P2RlbD0yMDA5MDkxNCZhbXA7Zm9udGU9VExCJmFtcDtjb2RuZXdzPTY1Nw==" target=\"_blank\"><u>ha firmato</u></a> il decreto VIA su nove opere di interesse strategico per l&#8217;intera nazione e, tra queste, oltre al parco eolico offshore a Termoli spunta quello per il <strong>raddoppio</strong> della centrale termoelettrica nella <strong>raffineria ENI</strong> di Taranto!!!</p>
<p>Tutto ci&ograve; che vuol dire? Stando ai tecnici della multinazionale, l&#8217;emissione di CO2 prevista per Kw/h &egrave; di <strong><font color="#000000">392 grammi</font></strong><font color="#000000"> contro gli attuali <strong>634 grammi</strong>, mentre il <strong>Comitato per Taranto</strong> (a mezzo <a target=\"_blank\" href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2NvbWl0YXRvcGVydGFyYW50by5ibG9nc3BvdC5jb20vMjAwOS8wOS9pbC1jb21pdGF0by1wZXItdGFyYW50by1jb250cm8taWwuaHRtbA=="><u>comunicato stampa</u></a> riportato anche da <a target=\"_blank\" href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy50YXJhbnRvc29jaWFsZS5vcmcvdGFyYW50b3NvY2lhbGUvYS8zMDE2OS5odG1s"><u>PeaceLink</u></a>) stima un aumento di </font>Co2 ad oltre 1000.00 tonnellate l&#8217;anno, e CO dalle attuali 87 alle oltre 450 tonnellate. Il danno per quest&#8217;area, gi&agrave; travagliata e da anni una delle pi&ugrave; inquinate di tutta l&#8217;Europa, non &egrave; secondo me <em>realmente calcolabile</em>.</p>
<p>La politica locale? Il Governatore della Regione Puglia <strong>Nichi Vendola</strong> <a target=\"_blank\" href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5lY29ibG9nLml0L3Bvc3QvODk4MS9saXJhLWRpLXZlbmRvbGEtZG9wby1pbC1zaS1hbGxhbXBsaWFtZW50by1kZWxsZW5pLWRpLXRhcmFudG8="><u>&egrave; un fiume in piena</u></a>: &quot;<em>Il via libera del ministro dell&rsquo;Ambiente, Stefania Prestigiacomo, alla valutazione di impatto ambientale per l&rsquo;ampliamento di quella centrale &egrave; l&rsquo;ennesima provocazione del governo Berlusconi, oltre che un&rsquo;ulteriore aggressione nei confronti di una citt&agrave; gi&agrave; martoriata, che &egrave; arrivata ormai ad un livello di saturazione industriale</em>.&quot; E, <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2NvcnJpZXJlZGVsbWV6em9naW9ybm8uY29ycmllcmUuaXQvbGVjY2Uvbm90aXppZS9wb2xpdGljYS8yMDA5LzE2LXNldHRlbWJyZS0yMDA5L3RhcmFudG8tYW1wbGlhbWVudG8tY2VudHJhbGUtZW5pdmVuZG9sYS1sYS1jaXR0YS1oYS1kaXJpdHRvLXJpYmVsbGFyc2ktMTYwMTc3NTQxNzc5Mi5zaHRtbA==" target=\"_blank\"><u>ancora</u></a>: &quot;<em>La citt&agrave; di Taranto ha il diritto di ribellarsi all&rsquo;ennesima provocazione del governo Berlusconi</em>&quot;. A lui si contrappone <a target=\"_blank\" href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy50YXJhbnRvc2VyYS5jb20vRGV0dGFnbGlvTmV3cy5hc3A/aWROPTk0MTk="><u>l&#8217;incredulit&agrave;</u></a> del Presidente della Provincia di Taranto <strong>Gianni Florido</strong> (cit. &quot;<em>L&rsquo;anidride carbonica non &egrave; dannosa per la salute dei cittadini, al massimo contribuisce a danneggiare l&rsquo;ambiente incidendo sul cos&igrave; detto buco dell&rsquo;ozono ed &egrave; un fenomeno mondiale non certo </em><em>tarantino.</em> <em>Tuttavia l&rsquo;Eni ha gi&agrave; detto che compenser&agrave; l&rsquo;aumento di queste emissioni diminuendo la loro produzione a Brindisi</em>&quot;&#8230;come a dire: &quot;<em>Cagate tutta la merda che volete qui a Taranto, compensate tirando lo sciacquone altrove</em>&quot;). Lo stesso Florido apre all&#8217;interessamento dell&#8217;Assessore Regionale all&#8217;Ambiente <strong>Onofrio Introna</strong>, che <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy50YXJhbnRvc2VyYS5jb20vRGV0dGFnbGlvTmV3cy5hc3A/aWROPTk0NDA=" target=\"_blank\"><u>propone</u></a> un tavolo di confronto fra Regione Puglia, governo nazionale, Eni ed Enti locali (sospendendo la gi&agrave; avviata procedura di VIA), mentre l&#8217;Assessore al Lavoro Michele Losappio che <a href="http://www.impossibile.info/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5ub3RpemlhcmlvaXRhbGlhbm8uaXQvP3NlemlvbmU9cHVnbGlhJmFtcDthcnRpY29sbz0xNzc3NA==" target=\"_blank\"><u>pone l&#8217;accento</u></a> sull&#8217;eterno conflitto tra lavoro ed ambiente, ricalcolando &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; l&#8217;investimento (cit. &quot;<em>sui 180 mln euro e non di due miliardi e lo stesso ridimensionamento vale per le possibilit&agrave; di occupazione</em>&quot;) e le emissioni (cit. &quot;<em>Le conseguenze negative per salute e territorio si identificano in un peggioramento delle emissioni di monossido di carbonio (da 87 ton/a a 456 ton/a), della CO e di un formidabile incremento della Co2 del 276%</em>&quot; &#8211; invito comunque tutti a leggere l&#8217;articolo linkato per conoscere tutti i dati).</p>
<p>E la politica tarantina? <strong>Silenzio&#8230;</strong></p>
<p>Credo che la situazione stia davvero precipitando, tutto ci&ograve; che accade va nella direzione contraria. Dovremmo ridurre le emissioni, seguendo quanto imposto dal protocollo di Kyoto, e non facciamo che aumentarle, costruiamo centrali termoelettriche, rigassificatori, centrali nucleari&#8230;alla faccia della salute dei cittadini.</p>
<p>L&#8217;essere umano sta diventando sempre pi&ugrave; &quot;carne da macello&quot;, l&#8217;uomo non &egrave; altro che un &quot;numero&quot;, utile al profitto dei potenti. Ok, &egrave; vero che nel corso dei secoli &egrave; sempre stato cos&igrave;, ma nella storia questi periodi hanno sempre raggiunto il culmine e l&#8217;uomo stesso ha ripreso le redini della propria vita&#8230;per poi ricominciare ciclicamente tutto.</p>
<p>Che fine faremo, noi tarantini? Forse quella dei Simpson nel loro film? Un giorno ci metteranno sottovetro e apparir&agrave; Obama che ci dir&agrave;: &quot;Avete raggiunto il livello massimo d&#8217;inquinamento, non tolleriamo pi&ugrave; le vostre schifezze. Via alla soluzione definitiva&quot;.</p>
<p style="text-align: center;"><img width="499" height="212" src="http://www.impossibile.info/wp-content/uploads/simpson-movie-sottovetro.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Si aprir&agrave; una botola e Taranto, con le sue schifezze, verr&agrave; cancellata&#8230;sempre se prima non riusciremo ad autodistruggerci noi stessi! Tra l&#8217;altro la lapide ce l&#8217;abbiamo gi&agrave;:</p>
<p style="text-align: center;"><img width="499" height="374" alt="" src="http://www.impossibile.info/wp-content/uploads/lapidetamburi.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;">&quot;<em>Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia&#8230;</em>&quot;</p>
<p>
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