VIA (libera) alla Centrale Termoelettrica ENI di Taranto: il riassunto della situazione

Il titolo non è scelto a caso. "VIA" sta per "Valutazione d’Impatto Ambientale", ossia "uno strumento di supporto per l’autorità decisionale finalizzato a individuare, descrivere e valutare gli effetti dell’attuazione o meno di un determinato progetto. Consiste in una procedura di tipo tecnico – amministrativo, svolta dalla pubblica amministrazione, basandosi sia su informazioni fornite dal proponente un determinato progetto, sia sulla consulenza data da altre strutture della pubblica amministrazione, nonché dalla partecipazione di gruppi sociali appartenenti alla comunità. In questo contesto con "impatto ambientale" si intende l’insieme degli effetti causati da un evento, un’azione o un comportamento sull’ambiente nel suo complesso (non necessariamente ambiente naturale). L’impatto ambientale – da non confondere quindi con inquinamento o degrado – mostra quali effetti può produrre una modifica, non necessariamente negativa, all’ambiente circostante inteso in senso lato (sociale, economico ecc.). Si cerca cioè di prevedere quali saranno i costi ed i benefici nel caso in cui si verifichino delle modifiche di uno stato di fatto." (Wikipedia).

Perchè tutta questa premessa? Lo scorso 14 Settembre 2009 il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha firmato il decreto VIA su nove opere di interesse strategico per l’intera nazione e, tra queste, oltre al parco eolico offshore a Termoli spunta quello per il raddoppio della centrale termoelettrica nella raffineria ENI di Taranto!!!

Tutto ciò che vuol dire? Stando ai tecnici della multinazionale, l’emissione di CO2 prevista per Kw/h è di 392 grammi contro gli attuali 634 grammi, mentre il Comitato per Taranto (a mezzo comunicato stampa riportato anche da PeaceLink) stima un aumento di Co2 ad oltre 1000.00 tonnellate l’anno, e CO dalle attuali 87 alle oltre 450 tonnellate. Il danno per quest’area, già travagliata e da anni una delle più inquinate di tutta l’Europa, non è secondo me realmente calcolabile.

La politica locale? Il Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola è un fiume in piena: "Il via libera del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, alla valutazione di impatto ambientale per l’ampliamento di quella centrale è l’ennesima provocazione del governo Berlusconi, oltre che un’ulteriore aggressione nei confronti di una città già martoriata, che è arrivata ormai ad un livello di saturazione industriale." E, ancora: "La città di Taranto ha il diritto di ribellarsi all’ennesima provocazione del governo Berlusconi". A lui si contrappone l’incredulità del Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido (cit. "L’anidride carbonica non è dannosa per la salute dei cittadini, al massimo contribuisce a danneggiare l’ambiente incidendo sul così detto buco dell’ozono ed è un fenomeno mondiale non certo tarantino. Tuttavia l’Eni ha già detto che compenserà l’aumento di queste emissioni diminuendo la loro produzione a Brindisi"…come a dire: "Cagate tutta la merda che volete qui a Taranto, compensate tirando lo sciacquone altrove"). Lo stesso Florido apre all’interessamento dell’Assessore Regionale all’Ambiente Onofrio Introna, che propone un tavolo di confronto fra Regione Puglia, governo nazionale, Eni ed Enti locali (sospendendo la già avviata procedura di VIA), mentre l’Assessore al Lavoro Michele Losappio che pone l’accento sull’eterno conflitto tra lavoro ed ambiente, ricalcolando – tra l’altro – l’investimento (cit. "sui 180 mln euro e non di due miliardi e lo stesso ridimensionamento vale per le possibilità di occupazione") e le emissioni (cit. "Le conseguenze negative per salute e territorio si identificano in un peggioramento delle emissioni di monossido di carbonio (da 87 ton/a a 456 ton/a), della CO e di un formidabile incremento della Co2 del 276%" – invito comunque tutti a leggere l’articolo linkato per conoscere tutti i dati).

E la politica tarantina? Silenzio…

Credo che la situazione stia davvero precipitando, tutto ciò che accade va nella direzione contraria. Dovremmo ridurre le emissioni, seguendo quanto imposto dal protocollo di Kyoto, e non facciamo che aumentarle, costruiamo centrali termoelettriche, rigassificatori, centrali nucleari…alla faccia della salute dei cittadini.

L’essere umano sta diventando sempre più "carne da macello", l’uomo non è altro che un "numero", utile al profitto dei potenti. Ok, è vero che nel corso dei secoli è sempre stato così, ma nella storia questi periodi hanno sempre raggiunto il culmine e l’uomo stesso ha ripreso le redini della propria vita…per poi ricominciare ciclicamente tutto.

Che fine faremo, noi tarantini? Forse quella dei Simpson nel loro film? Un giorno ci metteranno sottovetro e apparirà Obama che ci dirà: "Avete raggiunto il livello massimo d’inquinamento, non tolleriamo più le vostre schifezze. Via alla soluzione definitiva".

Si aprirà una botola e Taranto, con le sue schifezze, verrà cancellata…sempre se prima non riusciremo ad autodistruggerci noi stessi! Tra l’altro la lapide ce l’abbiamo già:

"Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia…"

[techtags: Taranto, inquinamento, ILVA, ENI, VIA, Stefania Prestigiacomo, Nichi Vendola, Gianni Florido, Onofrio Introna, Comitato per Taranto, ambiente, Simpson]

3 risposte a “VIA (libera) alla Centrale Termoelettrica ENI di Taranto: il riassunto della situazione”

  1. CARISSIMO FRANCESCO
    SONO PERSUASO CHE CONOSCI IL COMITATO REFERENDARIO “TARANTO fUTURA ” STAGLI VICINO E PRESENZIARE A TUTTE LE MANIFESTAZIONI SAREBBE UTILE ALLA CAUSA.
    FATTI SENTIRE

  2. Ciao Claudio,
    Conosco benissimo il Comitato e cerco, per quanto possibile, di “star vicino” diffondendo tutte le notizie che lo riguardano (e che, di riflesso, riguardano la nostra città).
    Diverso è il discorso relativo al presenziare: ho partecipato alla manifestazione dello scorso anno, ma mi è davvero difficile (lavoro e volontariato) presenziare alle diverse riunioni.
    In ogni caso, vi seguo e supporto 🙂

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